Sarasvatī, la dea della conoscenza e delle arti

La Devi è la personificazione del principio femminile dell’energia divina (Shakti), il potere della creazione e del piacere. Nella mitologia indiana, Shakti è vista come l’eterna consorte e fonte di ispirazione della divinità maschile.

Per lo Shaktismo, la Devi è l’unità cosmica da cui tutto proviene. Rappresenta le forze dell’universo, le qualità della natura (guna) e i campi della coscienza. Si manifesta in tre forme: Mahalakshmi, Mahasarasvati e Mahakali, considerate come aspetti diversi della stessa divinità.

Shakti è popolarmente conosciuta come consorte di Shiva ed è considerata l’incarnazione dell’energia materiale (Madre Natura o Prakriti). Come la natura, può essere affettuosa e generosa, ma anche crudele e pericolosa. Come Parvati, è gentile, ma come Kali sembra crudele e spaventosa. Durga, in forma di guerriero, è equipaggiata per la battaglia a protezione dei suoi devoti. Alla Shakti spesso ci si rivolge come Devi (dea) o Mataji (onorevole madre). Questo termine è anche usato per indicare altre dee, che sono le shakti dei rispettivi coniugi.

Shiva e Parvati

Nel testo “Devi Mahatmya” (La gloria della dea) incontriamo la complessità del carattere della Devi e le sue caratteristiche, sia benevole che terribili. In certe occasioni, è la forza creativa, in altre è la forza distruttiva, che aiuta l’aspirante spirituale a realizzare il Brahman.

Conosciamo già Mahakali e Mahalaksmi e oggi conosceremo Mahasarasvati, l’aspetto sattvico dell’universo fenomenico. Sattva è quella qualità della materia che corrisponde alla purezza e alla conoscenza.

Mahasarasvati è la dea principle nel terzo e ultimo capitolo del Devi Mahatmya, dove compie una lunga lotta con i demoni Sumbha e Nisumbha, aspetti dell’ego che rappresentano i concetti di IO e MIO, fino alla completa distruzione.

Come controparte femminile di Brahma, Sarasvati è la sua energia e saggezza ed è sempre disposta a benedire i ricercatori sinceri con la sua sapienza e i suoi poteri. Il mantra Gayatri, il mantra della liberazione, deriva da lei. Si dice che Brahma sia la fonte di tutta la conoscenza, e in questo caso Sarasvati è considerata la conoscenza stessa.

La sua carnagione è bianca, il che significa purezza, e la sua bellezza è paragonata alla luce della luna che illumina la notte. Indossa un sari* bianco ed è seduta su un loto bianco, il che significa che lei stessa è radicata nella Realtà Suprema. Il sari bianco denota che è l’incarnazione della pura conoscenza. Il suo veicolo è l’oca (hamsa), ampiamente usato come simbolo della sua capacità di discriminare tra giusto e sbagliato, bene e male. Si dice che l’oca possa separare il latte dall’acqua, assorbendo solo il meglio e lasciando andare ciò che non serve; questo è un indicatore di discernimento intellettuale (buddhi). Ciò indica che si deve acquisire e applicare la conoscenza con capacità di discernimento, per non essere dominati dal proprio ego a scapito della realizzazione spirituale propria e dell’umanità.

Nelle sue otto mani porta i simboli dei suoi poteri. In comune con Mahakali e Mahalaksmi, tiene in mano la campana, il tridente, il guscio, la mela, il disco, l’arco e le frecce. Solo l’aratro è nuovo e il suo simbolismo è legato alla fertilità agricola. Metaforicamente, l’aratro solleva la coscienza individuale, creando tracce di buon auspicio e permettendo alla saggezza dai essere seminata.

Sarasvati è anche raffigurata con quattro braccia che reggono un rosario, un manoscritto e suonano lo strumento musicale vina. Il rosario significa meditazione e contemplazione, che induce il samadhi o l’unione con Dio. Il libro o il manoscritto, significa che le conoscenze acquisite devono essere usate con amore e gentilezza per promuovere la prosperità dell’umanità. La vina, significa che il ricercatore spirituale deve sintonizzare la sua mente e il suo intelletto per vivere in perfetta armonia con il mondo. È apprezzata per aver portato la musica all’umanità secondo la tradizione, ha creato la parola e persino insegnato a Ganesh a scrivere. Nel RigVeda**, è chiamata “l’ispirazione del dolce e vero discorso e la motivatrice di pensieri felici e nobili”. Pertanto è la dea associata alla cultura, alla musica, al linguaggio e alla scrittura, all’apprendimento e alla saggezza.

Sarasvati è adorata ardentemente da studenti, filosofi, poeti, musicisti e intellettuali in generale.

* vestito tradizionale indossato dalle donne indiane.
** il primo dei quattro Veda, i testi sacri più antichi dell’India.


 

Photo credits:

1.Photo credit: thesandiegomuseumofartcollection on Visualhunt.comCC BY-NC-ND

2.Photo credit: belight7 on VisualHunt.com / CC BY-NC-ND

3.Photo credit: dotcomdotbr on Visual Hunt / CC BY-NC-ND

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