lo Yoga non è solo rilassamento. È una via di trasformazione.

I-benefici-dello-yoga

E se lo yoga fosse molto più di quello che facciamo sul tappetino?

Oggi lo Yoga – soprattutto in Italia –  viene spesso presentato e ricercato come una pratica capace di ridurre lo stress, rilassare la mente, migliorare la postura e aumentare la flessibilità.

Tutto vero. Ma la domande sorge spontanea, almeno per i sinceri ricercatori:è davvero questo lo scopo dello Yoga?

Per la tradizione yogica, la risposta è molto più ampia: lo Yoga è innanzitutto una via di realizzazione interiore e spirituale.

Le posture che oggi associamo immediatamente allo Yoga – gli āsana – rappresentano soltanto una parte di un percorso molto più vasto. Questo è già molto chiaro e evidente studiano lo Yoga Sutra di Patanjali, tra i testi ormai più diffusi e consultati in Occidente. 

Yoga: una sola parola, molte vie.

Lo Yoga non è un metodo unico e uniforme. Nel corso dei secoli si è sviluppato attraverso differenti scuole, tradizioni e approcci adattandosi ai diversi fini soteriologici del sistema in cui veniva innestato. 

Il Raja Yoga, per esempio, attribuisce un ruolo centrale alla concentrazione e alla meditazione, mentre il Bhakti Yoga indica nella devozione, nell’amore per il divino  e nell’azione disinteressata dalla quale non si attende una ricompensa per sé stessi, una via di trasformazione; pertanto, in questo yoga non si attribuisce importanza alla pratica degli  āsana o del prāṇāyāma, ma il controllo della mente viene attraverso il costante pensiero rivolto a Dio, spesso identificato nel dio Kṛṣṇa. eternamente accompagnato da Rādhārani, l’aspetto femminile del divino.

L’Hatha Yoga, invece, utilizza soprattutto il lavoro sul corpo, sul respiro e sulla consapevolezza per preparare il praticante a stati più profondi di concentrazione e meditazione.

Nella prospettiva classica di Patañjali, lo Yoga non coincide infatti con le sole posture. Gli āsana costituiscono uno degli otto elementi del percorso, insieme a principi etici, pratiche personali, controllo del respiro, il distacco dei sensi dagli oggetti esterni, concentrazione, meditazione e samadhi.

Il celebre secondo sutra degli Yoga Sūtra definisce lo Yoga come citta-vṛtti-nirodha: il progressivo superamento delle fluttuazioni della mente.

Ed è qui che cambia completamente la prospettiva.

Il rilassamento è il fine o l'inizio?

Quindi, dobbiamo abbandonare questa idea di ottenere il rilassamento con la pratica? No, ma se pratichiamo Yoga esclusivamente per rilassarci dopo una giornata di lavoro, possiamo certamente ottenere un beneficio. Ma potremmo anche fermarci alla superficie.

La flessibilità muscolare, il rilassamento, una maggiore consapevolezza del corpo e una migliore gestione dello stress possono essere preziosi effetti della pratica. Ma, nella visione tradizionale, non rappresentano necessariamente il punto di arrivo. Sono piuttosto porte d’accesso:

  • Il corpo diventa più consapevole;
  • Il respiro diventa più sottile;
  • La mente impara a concentrarsi;
  • L’attenzione si rivolge progressivamente verso l’interno.

 

E ciò che inizialmente sembrava essere una semplice pratica fisica può trasformarsi in un percorso di conoscenza di sé.

Non devi praticare meno Yoga, ma scopri quanto può diventare più profondo.

Questo non significa che chi pratica Yoga per stare meglio fisicamente stia praticando “lo Yoga sbagliato”. Al contrario. Ogni percorso può iniziare da un bisogno diverso. C’è chi arriva sul tappetino per il mal di schiena, chi per combattere lo stress, chi per respirare meglio e chi semplicemente per concedersi un’ora di silenzio.

Ma quella stessa pratica può aprire una domanda più grande: che cosa succede quando lo Yoga smette di essere soltanto una delle tante cose che facciamo e diventa qualcosa che trasformiamo in noi stessi?

È forse questa la differenza tra utilizzare lo Yoga come una semplice tecnica di benessere e vivere lo Yoga come una via di consapevolezza.

Nelle diverse tradizioni yogiche, il traguardo viene descritto con linguaggi differenti: liberazione, conoscenza del Sé, unione, realizzazione, samadhi. Il significato preciso cambia secondo la scuola, ma rimane l’idea di un superamento della condizione ordinaria della mente e dell’identificazione con il solo corpo e con i suoi pensieri.

Per questo ridurre lo Yoga a “un ottimo modo per rilassarsi” può essere, in fondo, uno spreco di una risorsa dal potenziale immenso. Il rilassamento può essere il primo dono dello Yoga, ma potrebbe non essere affatto l’ultimo.

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