Madhava e il Mahabharata

L’interpretazione di Madhva del Mahābhārata

Il percorso del Mahābhārata è un labirinto estremamente complesso. Eppure, c’è un tema che ci accompagna attraverso questo labirinto. Mentre ci sono migliaia di storie nel Mahābhārata, il suo tema centrale è il dharma.

 

Il dharma

Il significato generico di dharma è dovere, religione, etica, giusta spiritualità. Come si può definire il dharma come problema centrale del Mahābhārata: è il “come fare la cosa giusta”? Ed è il “fare la cosa giusta” sempre la cosa migliore? Fare la cosa giusta significa condurre una vita eticamente e moralmente consona, compiere il proprio dovere verso Dio ed il Paese. Ma cosa accade quando i doveri sociali vano in conflitto con il credo spirituale? Quando i doveri sociali ci richiedono di seguire una certa linea politica e dove la coscienza spirituale può guidarci per intraprendere un altro percorso, allora si presentano dei conflitti.

Il conflitto tra doveri sociali e coscienza spirituale è di vecchia data. Come risolvere le differenze tra un’adeguata vita sociale e duna rivelazione spirituale mistica? Le storie nel Mahābhārata si presentano con un conflitto dopo l’altro, mostrando perfino come si svolge il dilemma karmico tra una vita e l’altra. Alla luce di tutti questi conflitti, quel è il giusto dharma?

 

Interpretazione del Mahābhārata

Il Mahābhārata è difficile da interpretare. La storia è intrecciata con molte sottotrame e personaggi. Cosa esattamente insegna il libro e come comprenderlo, sono questioni che hanno confuso i pandit per secoli. Se consideriamo il Mahābhārata come un documento storico, è tutto letteralmente vero? Allora, di nuovo, se è letterale, come lo posso mettere in pratica? Se queste sono mere storie e favole, allora quale morale dovrei trarne?

Nello svelare il significato del Mahābhārata, possiamo chiedere aiuto ad uno dei suoi commentatori più famosi. Madhva fu un grande insegnante del testo, al punto tale da essere considerato un discepolo diretto del suo autore Vedavyāsa. Il commentario di Madhvācārya è illuminante. Il suo libro, chiamato Mahābhārata-Tatpara-Nirnaya, è un tentativo di chiarire alcuni di questi problemi. Ovviamente, sarebbe impossibile scrivere un commento di ogni śloka o verso del Mahābhārata, ma egli osserva alcune delle idee principali. Madhvācārya scrive – come segue sotto – in sanscrito. Spiega che il tema del Mahābhārata dall’inizio alla fine è il dharma. Egli insegna che la via più facile per comprendere il tema del dharma nel Mahābhārata è di tenere a mente i tre modi diversi il cui il libro parla del dharma.

 

Le tre aree tematiche del Mahābhārata

Secondo Madhva, la sua interpretazione segue quella di Vyāsa stesso. Vyāsadeva, l’autore stesso, ha diviso i temi del Mahābhārata in tre aree distinte per la discussione ed interpretazione del dharma. Le chiama asthikadi (letteraria), manvadi (etica) e ūparichar (trascendente). Dove troviamo la storia, per esempio, di quando i Pāṇḍava sono stati esiliati, guardiamo l’aspetto letterario o āsthika del libro. Dal momento che il cuore del Mahābhārata è la questione del dharma, possiamo vedere come questo principio sia illustrato nelle vite di eroi come Arjuna. Qui possiamo trarre le nostre conclusioni sul dharma basandoci su tutti gli esempi ed aneddoti raccontati. Le analisi dei personaggi e dei colpi di scena del libro, corrispondono a ciò che Madhva chiama āsthika. La parola āsthika significa “ridotto all’osso”, o “essenziale” che è un altro modo di dire “superficiale”.

D’altra parte, ci sono molte sezioni dove uomini saggi – per esempio: Jaiminiya ṛṣi, Agastya Muni, Atri, Bhardwaja, Gautam, Jamadagni, Vashistha, Vishvamitra, Kashyapa , Atri ṛṣi, Bhrigu Muni, Kapila, Dattatreya, ecc – vengono esortati a spiegare i principi del dharma, descrivendo esplicitamente le qualità della devozione, della conoscenza, della pietà, ecc. Nel Bhiṣma-Parva, per esempio, ci sono lunghe sezioni dedicate ai corretti doveri di un re.

Queste sezioni spiegano con aforismi ed aneddoti i corretti doveri di uomini e donne, la natura del lavoro, dello studio, dell’austerità, della buona condotta, della meditazione e la corretta comprensione dei principi vedici, le regole alimentari, i momenti astrologicamente di buon auspicio, ecc. Questo tipo di discussione è detto manvaya, facendo riferimento alle Leggi di Manu, la Manu-Saṁhita, dove vengono stabilite regole molto specifiche sul dharma ed i criteri per una appropriata pratica vedica. Il Mahābhārata, allora, ci istruisce sul dharma tanto con favole morali quanto con regole particolari per praticare il dharma.

 

Il senso religioso

Tuttavia, c’è sempre un senso religioso più alto a cui sempre si fa riferimento Questo significato più alto va davvero oltre la mera etica. Questa religione trascendente riguarda l’amore divino, o completa arresa a Dio, Bhagavān, che va oltre le regole del comportamento umano ordinario. Qui, il concetto di buono e cattivo è ben compreso, la moralità è data per scontata ed il giusto comportamento per gli esseri umani è ben conosciuto.

In questo livello trascendente di vita religiosa, restrizioni come quelle che si trovano nelle Leggi di Manu o nei Dieci Comandamenti Biblici, sono così ovvie da essere considerate giochi da ragazzi. Nell’afferrare quest’idea, si può considerare come e dove il Mahābhārata viene alla luce.

La versione che noi conosciamo è di Suta Goswami, che parla ai saggi riunitisi a Naimisharaya all’inizio del presente Kālī-yuga o età del ferro dell’irreligione. Si da per scontato che i saggi e i santi, gli yogin ed i mistici lì riuniti abbiano già assorbito l’etica grezza dei Dieci Comandamenti. Questi saggi e yogin sono realizzati. Non hanno alcun interessa a mentire, ingannare, rubare o desiderare la donna d’altri. Sono interessati nei più elevati principi religiosi. Vogliono comprendere la religione in termini di relazione dell’anima con la divinità, oltre il proprio dovere verso la società.

Allora, laddove il Mahābhārata spesso si concede a favole la cui conclusione morale è ovvia, offre anche un comprensione trascendente più profonda per le anime. Mentre il libro ha molto da dire sul karma eildharma,su un altro livello il significato interiore del Mahābhārata concerne la Kṛṣṇa-bhakti, chiaramente esposta nella Bhagavad-gītā che è il vero cuore e anima dei centomila versi di questa grande epica.

 

La Kṛṣṇa-bhakti

Qualsiasi cosa si possa dire sul karma, sul dharma, sul buon comportamento e sull’etica, sulla corretta adorazione delle divinità vediche minori, Madhva spiega che la Kṛṣṇa-bhakti è la tesi centrale del libro. Madhva chiama questo significato profondo uparichara o trascendente. Egli spiega che laddove la dedizione e l’arresa a Kṛṣṇa viene discussa, là si trova uparichara, che significa “camminare nel cielo”.

La “camminata nel cielo” o gli aspetti della bhakti devozionale mistica del Mahābhārata, è l’argomento più importante che lega insieme tutto il lavoro in un senso trascendente ed esoterico superiore, secondo Madhvācārya e la sua scuola di interpretazione, così come resa nella sua opera Mahābhārata-Tattva-Nirnaya.

Dunque, per riassumere, ci si può gustare il libro dal punto di vita letterale come una grande storia di re e principesse, che ha una morale da da dire in un contesto di religiosità hindu. Poi, di nuovo, si può scoprire la cosiddetta “etica hindu”, spiegata in dettaglio nella sezione “manvaya”, quella sezione in cui i ṛṣi ed i guru delineano la loro comprensione del dharma. Ma, ad un livello superiore – il livello “asthika” o “Camminata nel Cielo” -, troveremo che lo yoga raggiunge il suo culmine nella Kṛṣṇa-bhakti, dove l’anima si arrende completamente a Kṛṣṇa così come fa Arjuna sul campo di battaglia.

 

Cosa rappresentano i personaggi del Mahābhārata

Madhva continua la sua analisi, assegnando peculiari qualità a ciascun individuo del libro. Certamente, si può dire che siccome Kṛṣṇa è la Divinità, tutti quelli menzionati nel Mahābhārata sono collegati alla Divinità e non possiamo mai questionare le loro azioni e neppure imitarli. Proprio come perfino Giuda ebbe un ruolo da interpretare nello sviluppo dell’avatāra Cristo, così anche i “cattivi” menzionati nel Mahābhārata devono essere stati davvero grandi anime per essere stati coinvolti nei passatempi di Kṛṣṇa. Ma siccome l’interpretazione del Mahābhārata può seguire diverse linee, come Madhva ha mostrato, si prende del tempo per darci un’idea di come quelle personalità possano essere viste in termini di ciò che rappresentano nel senso sopra descritto.

Nella sua opera, il Mahābhārata-Tattva-Nirnaya, Madhva ha analizzato i diversi personaggi come segue. Nel senso che le personalità nel Mahābhārata “rappresentano” qualcosa, Madhva sostiene che rappresentino le seguenti qualità. Bhīma rappresenta la devozione, la conoscenza insieme alla rinuncia, la prontezza, l’ordine, il coraggio, la fermezza, l’intelligenza, la vitalità e la forza, queste sono rivelate in Bhīma. In quanto figlio del vento, siccome Vāyu il dio del vento ha queste qualità, allora anche Bhīma è della stessa natura. Draupadī è nata dal fuoco ed è Sarasvatī stessa, lei rappresenta tutta la conoscenza.

Madhva sostiene che Duryodhana sia Kālī stessa, che rappresenta l’ignoranza e l’invidia. Suo fratello Duḥśāsana rappresenta la conoscenza deviata. Shakuni rappresenta il materialismo, mentre gli altri figli di Dhṛtarāṣṭra rappresentano tutti gli altri vizi. Il figlio di Droṇa, Aśvatthāmā, è l’avatāra di Rudra il Distruttore e raprpesenta Ahaṃkāra, o falso ego, mentre Droṇa, Karṇa e Bhīṣma rappresentano i sensi. Gli altri guerrieri sul campo di battaglia rappresentano vari peccati.

I guerrieri nello schieramento dei Pāṇḍava rappresentano le buone azioni ed il loro direttore è Viṣṇu. L’intero Mahābhārata può essere detto rappresenti lo adhyātma trascendente, o lato spirituale della vita, e per questa ragione il libro è difficile da comprendere anche per gli dèi.

Ma in breve, si può dire che l’origine e la storia dei Pāṇḍava, che sono grandi devoti di Kṛṣṇa, siano la storia centrale del Mahābhārata nel suo senso esteriore letterario, o asthika. Eppure anche loro seguono le regole dando l’esempio. Il libro ci mostra come loro rappresentino la corretta comprensione del dharma, nel senso manvaya, dal momento che seguono strettamente le Leggi di Manu.

Yudhiṣṭhira è chiamato il dharma-rāja, perché lui non devia mai dal dharma.Le loro vite ci insegnano come vivere nella giusta armonia con il dharma. Le qualità esemplificate dai Pāṇḍava sono necessarie per la corretta comprensione di Dio insieme allo studio dei Veda. Scopriamo il significato manvaya o “Manuvaya” del libro osservando come i Pāṇḍava rimangano attaccati alla legge perfino quando ciò gli causa delle avversità, a meno che non sia esplicitamente Dio stesso ad infrangerla nella forma di Kṛṣṇa. Le regole vediche vengono chiarite da tutti i santi ed i ṛṣi attraverso tutto il libro.

Eppure, il vero argomento del Mahābhārata, secondo Madhva, è trascendente. Ha uno scopo più elevato, o uparichara. Il proposito “che cammina in Cielo” del libro è di stabilire la supremazia di Viṣṇu. Laddove sarebbe più facile evidenziare le Sue qualità e passatempi, noi comprendiamo davvero la gloria di Kṛṣṇa attraverso la storia dei Suoi grandi devoti, i Pāṇḍava. Dove la supremazia di Kṛṣṇa è stabilita, ciò è chiamata trascendete o uparicaraQuesta supremazia è stabilita dal fatto che Kṛṣṇa domina ogni Dio nell’epica, controllando ogni risultato e manifestando la Forma Universale ad uno sconvolto Arjuna

 

La battaglia di Kurukshetra rappresenta il conflitto interiore

Quando Madhva esplora l’idea delle qualità di ciascuna personalità esemplificata nel libro, evidenzia che nella storia dei cinque Pāṇḍava, Yudhiṣṭhira rappresenta il dharma, il dovere, la rettitudine e la verità. La devozione viene rappresentata dal più grande dei bhakta di Viṣṇu, Bhīmasena, che è il fratello di Hanumān, il più grande servitore del Signore Rama. Mentre Arjuna ottiene fama per via delle sue conoscenze ed abilità, ha anche l’onore unico di ascoltare i sacri insegnamenti della Gītā  dal Signore stesso. Egli pertanto rappresenta la conoscenza e l’arresa. Nakula e Sahadeva erano famosi per i loro modi raffinati ed il comportamento da gentiluomini. Draupadī rappresenta Sarasvatī, la Dea della conoscenza.

Se i Pāṇḍava rappresentano dunque la buona condotta e la conoscenza, Duryodhana e gli altri rappresentano tutte le cattive qualità. Duryodhana, colui che spicca di più tra loro, è l’avatāra di Kālī stessa.

In quanto metafora della nostra lotta spirituale, la battaglia di rappresenta l’eterno conflitto che va in scena in ogni anima tra le forze della rettitudine e quelle della malvagità. Fin dove la rettitudine vince, si dice che l’anima esca vittoriosa nella sua marcia verso la libertà. Paramātma in quanto Dio interiore, che ci guida in questo sforzo interno proprio come Sri Kṛṣṇa ha guidato Arjuna sul campo di Kurukshetra. Solo attraverso la resa a Kṛṣṇa possiamo trovare la perfetta armonia e l’amore divino. Madhva spiega che questo è l’insegnamento contenuto nello Śrīmad Bhagavadgītā, che è l’essenza del Mahābhārata.

 


 

[1]भारतार्थस्त्रिधा प्रोक्त्ः स्वयं भगवतैव हि ।

मन्वादि केछिद् ब्रुवते ह्यास्तीकादि तथा परे ॥ २.१३९

तथोपरिछराद्यन्ये भारतं परिछक्षते ॥२.१४०

(महा. ..५० अस्त्)

सकृश्ह्णान् पाण्डवान् गृह्य योऽयमर्थ्ः प्रवर्तते ।

प्रातिलोम्यादिवैछित्र्यात् तमास्तीकं प्रछक्षते ॥ २.१४१

धर्मो भक्त्यादिदशक्ः श्रुतादिः शीलवैनयौ ।

सब्रह्मकास्तु ते यत्र मन्वादिं तं विदुर्बुधाः ॥ २.१४२

नारायणस्य नामानि सर्वाणि वछनानि तु ।

तत्सामर्थ्याभिधायीनि तमौपरिछरं विदुः ॥ २.१४३

dal Mahābhārata-Tattva-Nirnaya di Madhvacārya:

bhāratārthastridhā proktḥ svayaṁ bhagavataiva hi |

manvādi kechid bruvate hyāstīkādi tathā pare || 2.139

tathoparicharādyanye bhārataṁ parichaksate ||2.140

(mahā. 1.1.50 ast)

sakṛśhṇān pāṇḍavān gṛhya yo’yamarthḥ pravartate |

prātilomyādivaichitryāt tamāstīkaṁ prachakSate || 2.141

dharmo bhaktyādidaśakḥ śrutādiH śīlavainayau |

sabrahmakāstu te yatra manvādiṁ taṁ vidurbudhāh || 2.142

nārāyaṇasya nāmāni sarvāṇi vachanāni tu |

tatsāmarthyābhidhāyīni tamauparicharaṁ viduh || 2.143

139 – 143.

[2]भक्तिर्ज्ञानं सवैराग्यं प्रज्ञा मेधा धृतिह् स्थितिह् ।

योग्ः प्राणो बलं छैव वृकोदर इति स्मृत्ः ॥ २.१४४

२३

एतद्दशात्मको वायुस्तस्माद् भीमस्तदात्मक्ः ।

सर्वविद्या द्रौपदी तु यस्मात् सैव सरस्वती ॥ २.१४५

अज्ञानादिस्वरूपस्तु कलिर्दुर्योधन्ः स्मृत्ः ।

विपरीतं तु यज्ज्ञानं दुःशासन इतीरित्ः ॥ २.१४६

नास्तिक्यं शकुनिर्नाम सर्वदोश्हात्मकाह् परे ।

धार्तराश्ह्ट्रास्त्वहङ्कारो द्रौणी रुद्रात्मको यत्ः ॥ २.१४७

द्रोणाद्या इन्द्रियाण्येव पापान्यन्ये तु सैनिकाह् ।

पाण्डवेयाश्छ पुण्यानि तेश्हां विश्ह्णुर्नियोजक्ः ॥ २.१४८

एवमध्यात्मनिश्ह्ठं हि भारतं सर्वमुछ्यते ।

दुर्विज्ञेयमत्ः सर्वैर्भारतं तु सुरैरपि ॥ २.१४९


Dal Mahabarata-Tattva-Nirnaya:

bhaktirjñānaṁ savairāgyaṁ prajñā medhā dhṛtih sthitih |

yogḥ prāṇo balaṁ chaiva vṛkodara iti smṛtḥ || 2.144

23

etaddaśātmako vāyustasmād bhīmastadātmakḥ |

sarvavidyā draupadī tu yasmāt saiva sarasvatī || 2.145

ajñānādisvarūpastu Kālīrduryodhanḥ smṛtḥ |

viparītaṁ tu yajjñānaṁ duHśāsana itīritḥ || 2.146

nāstikyaṁ śakunirnāma sarvadośhātmakāh pare |

dhārtarāśhṭrāstvahaṅkāro drauṇī rudrātmako yatḥ || 2.147

droṇādyā indriyāṇyeva pāpānyanye tu sainikāh |

pāṇḍaveyāścha puṇyāni teśhāṁ viśhṇurniyojakḥ || 2.148

evamadhyātmaniśhṭhaṁ hi bhārataṁ sarvamuchyate |

durvijñeyamatḥ sarvairbhārataṁ tu surairapi || 2.149

Autore dell’articolo: Michal Dolan (Mahayogi) – traduzione autorizzata dall’autore.

Link all’articolo originale: https://bit.ly/39EMYls

Photo Credit:

cover image: thesandiegomuseumofartcollection on VisualHunt.com / CC BY-NC-ND

photo 1: “File:Madhvacahrya.jpg” by Vadirajmmb is licensed under CC BY-SA 4.0

photo 2: https://visualhunt.com/

photo 3: “Radha Krishna – Lovers Divine” by infiniteys is licensed under CC0 1.0

photo 4: thesandiegomuseumofartcollection on VisualHunt.com / CC BY-NC-ND

photo 5: Photo credit: Yadupati on Visualhunt.com / CC BY-NC-SA

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